Il metodo

 

COME LEGGERE IL VANGELO

 

Il Vangelo si legge (o si ascolta) mettendosi con tutto il proprio essere davanti a Gesù vivo che parla.  Bisogna uscire dalle piccole strettoie tempo-spazio per portarsi lì, tra la folla che è attorno a Gesù, lasciandosi attirare dal Padre. “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre ...” (Gv 6,44). È allora, e solo allora, che si compie il grande prodigio: l'incontro di te vivo con Gesù vivo.

Chiudi un momento gli occhi e contempla con la mente questa realtà.

Ecco Gesù. È seduto e parla alle folle. Sono giudei, samaritani, galilei.

Ma osserva attentamente, guarda!

Tutti questi sono come in prima fila. Dietro a loro, in seconda fila, stanno gli uomini della generazione seguente, e nella terza fila quelli della generazione appresso; poi via via altre generazioni… fino alla tua.

Gesù parla a tutti, a ciascuno. Al centro della storia, attende che tu giunga finalmente a Lui.

 

I CINQUE GRADI DI CONOSCENZA DEL VANGELO

Questo modo di avvicinare il Vangelo passa per cinque diversi gradi di conoscenza.

1 -  Conoscenza "orizzontale" o "in superficie".

Si afferra il senso del brano evangelico, ci si rende conto di ciò che realmente Gesù intende dire; di ciò che questo o quel fatto significano.

Questa prima conoscenza la potremmo raffigurare in colui che, trovandosi ad ascoltare in una delle più lontane file, si alza in punta di piedi, tende bene l'orecchio, segue il discorso attentamente e capisce.

2 -  Conoscenza "verticale" o "in profondità".

È quella che, oltre al senso generale del testo, permette di afferrarne l'anima e di scendere in profonditàQui chi legge ne scruta attentamente le divine ricchezze. Ne ricerca le connessioni con le pagine che precedono e che seguono; le relazioni dei fatti con l'ambiente, i costumi, e le persone.  Si tratta in pratica di studio che può essere sempre più profondo, attraverso testi con note accurate, commenti, monografie.

Questa seconda conoscenza la potremmo raffigurare in colui che, dopo essersi alzato in punta di piedi per ben intendere Gesù, viene portato dalla intensità della sua attenzione a spostarsi lentamente dalle più lontane file, fino a sedersi nella prima fila, ai piedi del Maestro.

Questi primi due gradi di conoscenza del Vangelo sono di studio: il primo per capire; il secondo per approfondire. Ma in nessuno di essi si ha l'autentico incontro vivo con Gesù vivo. Questo avviene nel terzo grado, e nei due seguenti.

3 -  Conoscenza "personale".

La persona, percorso il primo e secondo grado della conoscenza del Vangelo, si trova come faccia a faccia con Gesù. È qui che ha il primo brivido dell'incontro col Figlio di Dio.

Quasi senza avvedersene, venutasi a sedere (sempre attratta dal Padre) in prima fila davanti a Gesù, ad un certo momento si trova sola con LuiSì, sola, perché in quel momento s'incontra con la realtà di Gesù che parlando, dicendo il suo Vangelo a tutti, lo vuole dire a ciascuno.

Ecco, sono solo con Lui: faccia a faccia, respiro a respiro. Gesù parla: sono le stesse identiche parole di prima, quelle scritte su quella pagina, già studiate a fondo, con quel preciso senso... ma ora applicate da Lui a me.

L'incontro vivo e vitale è avvenuto.

Gesù mi guarda e parla, è Lui che dice quella pagina di Vangelo a me, per me, per i miei bisogni. E Lui mi conosce tutto: presente, passato, futuro. Mi esaurisce con la sua conoscenza, perché mi ha fatto, anzi mi fa continuamente, mi sostiene, mi conduce. Gesù che parla è realmente dentro… perché in me, vivo di vita divina, c'è il Padre, e il Figlio, e lo Spirito Santo. È così che il Vangelo diventa mia vita.

È da questa terza conoscenza, coltivata con costanza e con amore, che nasce l’'amicizia intima personale con Gesù, l'Uomo più vivo, l’Amico senza del quale non si può vivere. È qui che scocca il “Sì” dell'anima e diventa sempre più profondo, sempre più intenso, sempre più frequente, sempre più caldo fino a diventare respiro, vita...

È  proprio qui, in questa conoscenza personale, che si inizia quella che noi chiamiamo -  perdonatemi l'espressione insolita -  la “malattia di Gesù”: malattia grave che non perdona. Mentre Lui dentro, cresce, cresce sempre più, fino ad occupare tutto: è il punto in cui si sente la verità gioiosa del “Per me... il vivere è Cristo ” (Fil 1,21); “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). È in questa terza conoscenza che la persona si può perdere in un solo versetto di Vangelo e rimanere a lungo a colloquio con il suo Amico, con il suo Tutto.

E questo terzo grado di conoscenza è di natura sua strettamente unito al quarto, è fatto per il quarto.

4 -  Conoscenza “vitale”.

È la conoscenza che viene dal Vangelo tradotto nella propria vita, accolto in sé.

Spieghiamoci con un esempio. Un chimico, di un bicchiere d'acqua vi dirà tante cose. Vi darà la formula dell'acqua: H2O; vi parlerà delle sue proprietà, dei suoi contenuti organici e inorganici, ecc. Ma se avendo sete berrà quell'acqua, ne avrà una cognizione nuova, “vitale”; conoscerà la preziosità provvidenziale di quel liquido. Sperimenterà in sé benefici: alcuni avvertiti, altri meno, ma che sente vanno a giocare tra le componenti della propria vita e del proprio benessere.

Così è di colui che, dopo essere passato per la prima, seconda e terza conoscenza di una pagina di Vangelo, si decide a tradurla nella propria vita.

5 -  Conoscenza “vitale totale, o integrale”.

La terza e la quarta conoscenza, proprio per natura loro, portano alla grande scoperta del Cristo Totale: il mistero del Corpo Mistico.

Così la persona si trova davanti al Gesù tutto intero, in cui sono presenti tutti i fratelli di tutti i tempi con tutti i loro bisogni, fusi nell'unità della reale persona mistica di Gesù, con i quali e per i quali noi operiamo, soffriamo, gioiamo. Usciamo allora da un quadro troppo ristretto, ancora egoistico ed iniziale: Lui-io, per entrare nell'incontro col Cristo Totale: Lui capo, Lui corpo e io. Giunta a questo punto la persona ad imitazione di Gesù, è tutta tesa verso i fratelli, totalmente donata agli altri.

... Per la redenzione di tutti.

Ha allora la conoscenza più piena che di Gesù si possa avere quaggiù. È questa cognizione che fa i Santi. I Santi sono appunto coloro che hanno accolto Gesù nel modo più pieno, eroico, perfetto. In una parola “più dinamico”. Sono così diventati Vangelo vivo. Gesù vivo che passa attraverso il mondo di oggi. Ecco perché il mondo si commuove e crede. Essi sono Gesù che passa, ora, tra noi.

Perché è di Gesù solo che ha bisogno il mondo. Gesù solo è il Salvatore. Chi accetta il Vangelo e lo rende vita, converte il mondo, perché in lui pesa e opera Gesù vivo. E questa realtà opera sempre, e tanto più quanto più l'accettazione è profonda, piena, eroica.

 

Il Movimento Fac

 

Il Fac è un movimento ecclesiale

che scaturisce dall'incontro

con una realtà viva:

la persona di Gesù Amore.

E' quindi un movimento di formazione

all'Amore genuino di Gesù:

Amore-Vita, Amore-Luce.

Dagli scritti

di don Paolo Arnaboldi

 

Amare sempre!

Amare solo!

Amare tutti!

Amare a tutti i costi!

Amare anche stando zitti!

Amare a fatti!

Papa Francesco

 

Dio ci è sempre fedele

e non smette un istante 

di volerci bene,

di seguire i nostri passi

e di rincorrerci quando

ci allontaniamo un po'.

 

 OnlusFac   

 Per saperne di più...

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle nostre iniziative.
Privacy e Termini di Utilizzo

Link Utili