E verso di noi, poveri uomini, si rivela come “amore misericordioso”. Siamo nella Settimana Santa.

La settimana che ci parla dell’amore misericordioso di Dio per noi spinto fino alla follia. Dio fatto uomo, Gesù, liberamente sceglie di morire per noi. Liberamente sceglie il supplizio più orrendo ed infame. Liberamente sceglie di essere condannato dal potere religioso e dal potere civile uniti in combutta. Liberamente sceglie di essere tradito da uno dei suoi; e liberamente sceglie che a lui sia preferito un ladrone ed assassino: Barabba.

Liberamente sceglie di morire abbandonato da tutti (eccetto che dalla Madre, e da pochissimi rimasti fedeli). Martoriato, insultato, tace, perdona, ama, e amando, e per amore, MUORE. Così Gesù, Dio fatto Uomo, paga per tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Solo per amore infinitamente misericordioso. Perché Dio è Amore. Ma tu dirai: “Dio è anche giustizia”. È vero. Ma quella se l’è tenuta per sé. HA INFATTI PAGATO LUI per tutti noi. E Gesù, pur essendo il Maestro di tutta la verità, ha posto l’accento sull’amore misericordioso.

E ci ha così additato una via. La via della bontà e della misericordia verso i Fratelli, spinta fino al dono totale di sé, come la via sicura da battere. Quella che continua la sua redenzione, salva il mondo, e dona vera pace e vera gioia, e che finisce per porre, a suo tempo, in sfolgorante luce anche la giustizia e la verità. Mi ha colpito, in questi giorni, leggendo il volume di Carlo Carretto “Al di là delle cose” (Ed. Cittadella pag.103-104), questa mezza paginetta.

“…Bisogna trasformare la propria vita in un dono di sé.
Chi è in posizione di dono è nella perfezione, diventa invulnerabile, è luce.
…Se Gesù si fosse accontentato di essere verità e non fosse diventato dono, noi saremmo ancora da salvare. Se, presentata la verità agli uomini, avesse preteso l’accettazione immediata dei loro consensi, noi saremmo nell’inferno.

Proprio quando nessuno l’ha più creduto, Lui ha taciuto e si è lasciato uccidere. E morendo è diventato dono e ci ha salvati. Molti crederanno a Lui non per le cose che ci ha dette ma per ciò che ha fatto.

Dobbiamo imparare da Lui come e fin dove si può esporre la verità, ma soprattutto imparare da Lui quando non resta che tacere e andare a fondo nell’amore. E non permetterci il giudizio in simili momenti. E soprattutto: non colpire. Chi colpisce quando in lui verità e amore non sono in fusione sbaglia i colpi, e i risultati sono sempre disastrosi. Si tratti di uno schiaffo dato al proprio figlio ‘in odio’ come di una bolla pontificia che butta fuori della Chiesa una porzione del gregge. Chi non ama è nella morte e la morte non può generare che cadaveri, anche se è coperta di tutta la verità del cielo e della terra”.

Come sarebbe bello che in questi giorni della Settimana Santa accompagnassimo Gesù passo passo nel suo martirio d’amore. Prendiamo tra le mani il S. Vangelo, (meglio!) una Sinossi dei quattro Vangeli, e leggiamone ogni giorno una paginetta. Faremo forse vitalmente la scoperta che Dio è Amore, e per noi amore infinitamente misericordioso.

E comprenderemo che la via giusta per arrivare alla Pasqua della eterna vita, è quella dell’amore misericordioso verso i Fratelli percorsa da Gesù; amore misericordioso spinto fino al dono totale di sé.

Buona Pasqua!
E che l’amore misericordioso di Gesù ci riempia interamente.

Don Paolo Arnaboldi
S. Pasqua 1972