Buongiorno a tutti! Il Vangelo ci consegna oggi una delle frasi di Gesù più conosciute e citate: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Una frase che può sembrare persino un proverbio, tanto è entrata nel linguaggio comune. Proviamo oggi ad ascoltarla nuovamente nel suo contesto e, soprattutto, a domandarci che cosa possa significare concretamente per la nostra vita. Mettiamoci in ascolto della Parola.
La domanda rivolta a Gesù nasce tutt’altro che da un sincero desiderio di conoscere il suo pensiero. Matteo lo dice chiaramente: i farisei si mettono d’accordo per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. E per farlo si alleano con gli erodiani, persone politicamente molto distanti da loro. La domanda che gli pongono è studiata con grande abilità: «È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Qualunque risposta avrebbe potuto mettere Gesù in difficoltà. Dire di sì significava apparire favorevole al potere romano che occupava la terra d’Israele; dire di no poteva trasformarlo in un oppositore dell’autorità romana. Gesù, però, non si lascia imprigionare nell’alternativa che gli viene proposta. Chiede che gli mostrino la moneta utilizzata per pagare il tributo e domanda: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli rispondono: «Di Cesare». Ed ecco la frase: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Forse siamo più abituati a ricordarla nella forma: «Date a Cesare quello che è di Cesare». La traduzione liturgica utilizza invece un verbo più preciso: rendete. Nel testo greco originale troviamo esattamente il verbo che indica il restituire a qualcuno ciò che gli appartiene o gli è dovuto. La differenza non è insignificante. Gesù non sta semplicemente dicendo di dividere le nostre cose in due parti, dandone una a Cesare e una a Dio. Invita piuttosto a riconoscere ciò che è dovuto all’uno e ciò che appartiene all’Altro.
A Cesare va restituito ciò che è di Cesare. C’è una responsabilità nei confronti della società nella quale viviamo: rispettare le leggi giuste, contribuire al bene comune, pagare quanto è dovuto, comportarci da cittadini responsabili. La fede non ci sottrae alla storia e non ci dispensa dai doveri verso gli altri. Al contrario, dovrebbe renderci ancora più responsabili del mondo nel quale viviamo. Ma Gesù aggiunge immediatamente qualcosa di molto più grande: «rendete a Dio quello che è di Dio». La moneta che gli hanno messo tra le mani porta l’immagine e l’iscrizione di Cesare. Ma qual è, potremmo domandarci, l’immagine di Dio? Le prime pagine della Bibbia ci offrono una risposta bellissima: «Dio creò l’uomo a sua immagine». Sulla moneta è impressa l’immagine di Cesare; nella nostra vita è impressa l’immagine di Dio. E allora rendere a Dio ciò che è di Dio significa, prima di tutto, restituire a lui noi stessi. Non qualche ritaglio della nostra esistenza, non soltanto il tempo della preghiera o della Messa, non semplicemente qualche gesto religioso. Se portiamo la sua immagine, tutta la nostra vita gli appartiene. Queste parole di Gesù possono allora diventare una domanda molto concreta per questa domenica: che cosa sto rendendo a Dio della vita che ho ricevuto da lui? Il tempo, le capacità, gli affetti, il lavoro, le responsabilità, persino i beni che possediamo non sono realtà estranee alla nostra relazione con lui. Rendere a Dio ciò che è di Dio significa imparare a viverle secondo il Vangelo.
Insomma, possiamo essere cittadini corretti e pagare puntualmente ciò che dobbiamo a “Cesare”, e tuttavia dimenticare ciò che dobbiamo a Dio. Possiamo assolvere tanti doveri e, nello stesso tempo, vivere come se fossimo padroni assoluti della nostra esistenza. Gesù oggi ci ricorda che prima di appartenere a una nazione, a un popolo, a una famiglia, nei confronti dei quali ci dobbiamo comportare responsabilmente, APPARTENIAMO A DIO. Portiamo impressa in noi la sua immagine.
Signore, aiutaci a vivere con responsabilità nel mondo e a riconoscere che tutta la nostra vita viene da te e a te appartiene. Insegnaci a renderti, ogni giorno, ciò che è tuo! Buona domenica di vero cuore a tutti!


