XXX del Tempo Ordinario – 25 ottobre 2026

Buongiorno a tutti! In questa trentesima domenica del Tempo Ordinario, Gesù ci propone un insegnamento che conosciamo bene e richiamiamo spesso: il COMANDAMENTO DELL’AMORE. Proprio perché così familiare, rischiamo però di darlo per scontato, come accade per quelle cose che è facile affermare a parole, ma assai più impegnativo tradurre nella vita. Mettiamoci allora in ascolto della Parola e lasciamoci interrogare.

Nel Tempio di Gerusalemme, negli ultimi giorni della sua vita, Gesù viene duramente contestato dalle autorità religiose e civili di Israele. Le sue parole e la sua stessa vita sono un segno di contraddizione davanti al quale occorre prendere posizione: mettersi in cammino con Lui, impegnandosi a vivere il Vangelo, oppure cercare in ogni modo di metterlo a tacere. È una scelta che si ripropone in ogni tempo, anche nel nostro. Il dottore della Legge che, a nome dei farisei, lo interroga sul «più grande comandamento» vuole proprio metterlo in difficoltà, dimostrando a quanti lo ascoltano la sua presunta incompetenza nell’interpretare le Scritture. I rabbini del tempo discutevano animatamente, senza trovare un accordo, su quale comandamento potesse riassumere l’insieme delle norme consegnate da Dio a Israele attraverso Mosè. Erano ben seicentotredici i precetti che un pio israelita doveva osservare per manifestare la propria fedeltà a Dio. Davvero tanti! Era quindi facile trasgredirne qualcuno e sentirsi continuamente in colpa, in debito nei confronti di Dio. Una religione ridotta all’osservanza dei precetti rischia di diventare una gabbia. Per sottrarsi a questo peso, si poteva finire per accontentarsi di un’osservanza puramente esteriore dei comandamenti. Un po’ come quando si pensa di aver compiuto la volontà di Dio semplicemente partecipando alla Messa domenicale o recitando con regolarità le proprie preghiere e devozioni. Ma basta davvero questo per fare la volontà di Dio? Gesù, rivolgendosi ai farisei che si comportavano così, non esitava a chiamarli IPOCRITI! È proprio questo il rischio da evitare. Ma come?

Gesù ci indica la strada proponendo il COMANDAMENTO DELL’AMORE, articolato in due parti inseparabili. La prima è tratta dal libro del Deuteronomio: «Ascolta, Israele: il Signore è il tuo Dio, l’unico Signore. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente». Quel TUTTO, ripetuto insistentemente, esprime un amore assoluto, totale, senza condizioni. La seconda parte viene dal Levitico: «Amerai il tuo prossimo come te stesso», un principio che richiama la cosiddetta “regola d’oro”, presente nelle diverse tradizioni religiose. Due parti, dunque, ma un unico comandamento: quello dell’amore. Il criterio che deve orientare ogni scelta del credente è proprio questo: amare Dio amando gli altri, non un’umanità astratta e lontana, ma le persone concrete con le quali si condivide la vita! Non dimentichiamo quando Gesù pronuncia queste parole: siamo ormai nella settimana della sua Passione. Egli sta preparando i discepoli a comprendere il comandamento dell’amore, che di lì a poco renderà pienamente visibile sulla croce.

La croce è formata da due assi: uno verticale e uno orizzontale. Quello verticale richiama l’amore rivolto a Dio, nell’accoglienza della sua volontà; quello orizzontale rappresenta l’amore che spalanca le braccia per accogliere ogni persona. Nel Crocifisso il comandamento dell’amore prende forma, diventa visibile e concreto. È a Lui che occorre guardare continuamente perché il nostro amore per Dio sia autentico e credibile. Lo ricorda Giovanni nella sua prima lettera: come si può affermare di amare Dio, che non si vede, se non si ama il fratello che si vede? L’amore per Dio è inseparabile dall’amore per il prossimo. Chi dice di amare Dio, ma non ama il fratello, chiunque egli sia, persino chi lo ha tradito, insultato, abbandonato o crocifisso, è un BUGIARDO! Non può esserci autentico amore per Dio senza amore per gli altri.

Signore, aiutaci a FARE NOSTRO il comandamento dell’amore. Donaci la forza di AMARTI veramente, imparando ad AMARE TUTTI, senza riserve, con tutto noi stessi. Buona domenica di vero cuore a tutti!