Nella nostra famiglia sentiamo il bisogno di donare l’intero mese di giugno a Gesù come omaggio fragrante di filiale amore. Sia, dunque, questo un mese-dono al Sacro Cuore. Come? Amando. Perché all’amore si corrisponde con l’amore. Ecco degli spunti attorno a cui richiamare la nostra attenzione. Potranno essere come semi di luce; semi di cielo che esposti, durante un po’ di meditazione, al sole divino dello Spirito Santo, potranno produrre in noi frutti di bontà e di fervore, per riempire di vitale amore Giugno che è il mese dell’AMORE.
– Perché Gesù ci mostra il suo divin Cuore?
Per farci comprendere la verità che sta al fondo di tutto:
Dio è Amore infinito.
Tutto ciò che ha fatto è disegno di amore infinito. Nonostante il male e il dolore, tutto rimane disegno di amore infinito. Mistero, ma verità abissale. Un giorno contempleremo con i nostri occhi e loderemo eternamente questo disegno d’infinito amore.
– Una prova schiacciante che Dio è Amore?
Dio si fa uomo e muore in croce per noi. Paga per tutti
noi, per salvare tutti.
Con la sua vita e con le sue parole Gesù ci dona il Vangelo
che è la legge dell’amore.
– L’essenza della religione?
Amare Dio che ci ha amati per primo, infinitamente; e
amare il prossimo per amore di Dio.
– Questa è lezione facile e chiara.
Ma perché gli uomini sono distratti e sofistici, torna Gesù, si apre il petto e ci mostra il suo Cuore. È come se ci dicesse: “Puntate qui; e fate anche voi lo stesso”.
– Un ammonimento grande specialmente per i buoni. Ce lo dà lo Spirito Santo.
“In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo ducia … Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore”. (1Gv 4,17-18).
Proviamo ad esaminarci in questo mese e vediamo se la nostra vita è in chiave di amore.
Solo questa è la chiave giusta.
Vediamo poi anche se la nostra fiducia e la nostra confidenza in Dio è piena.
Se scoviamo in noi il tarlo del timore è segno che il nostro amore non è perfetto; c’è ancora molta strada da percorrere.
Dio è Padre.
E ci ama infinitamente.
don Paolo Arnaboldi
maggio 1966


