Buongiorno a tutti! Anche nella terza domenica di Avvento la liturgia ci invita a fissare lo sguardo su Giovanni il Battista, per contemplare un tratto della sua esperienza profetica che ne rivela la grandezza in modo del tutto particolare. È l’esperienza del dubbio, che si affaccia quando ci si trova di fronte alla verità di Dio che si pensava di aver compreso una volta per tutte. Il credente, sembra dirci il Vangelo, non è l’uomo delle sicurezze incrollabili, ma colui che sa stare davanti al mistero con stupore e in un atteggiamento di ricerca continua. Andiamo allora a scuola dal Battista, per apprendere la sua lezione. Ascoltiamo con fede.
Mentre attende la propria condanna da parte di Erode nella fortezza di Macheronte, presso il mar Morto, dove è incarcerato, Giovanni si interroga, sconcertato dalle notizie che gli sono giunte riguardo all’attività e allo stile di Gesù. Teme, in cuor suo, di essersi sbagliato, di aver indicato un altro al posto del Messia. Il Messia non può essere come la persona di cui gli è stato riferito. Dov’è il giudizio sui malvagi e sui giusti che nel deserto aveva annunciato come imminente? Nulla di ciò che era stato profetizzato per il giorno del Signore sembra realizzarsi. Forse aveva compreso male la parola del Signore che gli era stata rivolta? E poi c’è un’altra cosa che non quadra per Giovanni. Non è possibile che il Messia entri in contrasto con le tradizioni religiose di Israele, che Dio stesso aveva istituito. Come si può ammettere che il Messia non osservi il sabato e compia proprio di sabato delle guarigioni? Come si può accettare che né lui né i suoi discepoli osservino il digiuno e le abluzioni rituali? Per non parlare, poi, della pessima fama che si era pian piano guadagnato: mangione e beone, amico dei pubblicani e delle prostitute!
Il tempo si è fatto breve per Giovanni. La sua ora sta per venire. Per questo invia alcuni dei suoi discepoli con una domanda diretta, alla quale Gesù deve rispondere senza ambiguità: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?». È una domanda che rivela tutta la serietà del Battista e la profondità della sua fede. Non gli basta il racconto della madre Elisabetta, che gli aveva parlato di come egli stesso avesse riconosciuto il Messia già prima di nascere. Né è sufficiente l’aver udito, con le proprie orecchie, mentre battezzava Gesù nel Giordano, la voce del Padre che dichiarava: «Questi è il mio Figlio, l’amato, in cui ho posto il mio compiacimento». D’improvviso Giovanni rimette tutto in discussione: pensa che la madre si sia confusa e che lui stesso abbia interpretato male il significato delle parole ascoltate. Ha bisogno di vedere bene, di rimettersi in cammino, di tornare a cercare, da vero credente. Perché il vero credente non è l’uomo delle certezze intoccabili, acquisite una volta per sempre e mai più rimesse in questione, ma colui che sa attraversare la notte del dubbio, continuando a interrogarsi sul mistero di Dio, dell’uomo e del mondo.
Giovanni sente il bisogno di vedere con chiarezza, ma soprattutto di purificare la sua attesa. Chi sta davvero aspettando? Quale Cristo attende? Quello della propria immaginazione, o quello che agisce e parla, testimoniando la misericordia di Dio per ogni uomo, nella persona di Gesù di Nazareth? Nella risposta affidata ai discepoli del Battista, Gesù indica il volto del Messia che egli è: non un giustiziere, non un potente trionfante, ma colui che guarisce, fa il bene, consola e si rivolge anzitutto ai poveri. «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia, il Vangelo». Se Giovanni accoglierà questa risposta, se non vedrà nell’attività e nello stile di Gesù un ostacolo per riconoscere in lui il Messia, allora sarà beato e potrà morire con la consapevolezza di aver portato a compimento, in pienezza, la sua missione di Precursore.
Signore, ti preghiamo: purifica la nostra attesa, donaci la grazia di aprire gli occhi per riconoscerti vivo e presente in mezzo a noi. Buona terza domenica di Avvento a tutti!

