Il mondo cammina se e come lo si fa camminare

Il titolo di questo breve articolo non è altro che il capitolo di un testo di don Paolo Arnaboldi scritto a quattro mani insieme a don Tommaso Demaria: Cristianesimo e realtà sociale. Edizione Villa Sorriso.

È un’espressione che ci rimanda subito ad un tratto culturale di don Paolo fortemente improntato al realismo dinamico cioè a quell’impegno filosofico che tanta parte ha avuto nell’opera del nostro salesiano.

Don Paolo non esita ad accettare le tesi della metafisica demariana in virtù della quale il mondo in cui viviamo è riconosciuto come un organismo dinamico globale e cioè, riprendendo la classica definizione coniata da don Demaria, una realtà complessa animata da un suo principio vitale e perciò capace di vivere e agire a titolo proprio; organismo che viene specificato dall’aggettivo dinamico perché si auto-costruisce attivisticamente (cioè attraverso la libera azione coordinata e continuata di tutti gli uomini e non solo), nello spazio e nel tempo, in modo coerente e univoco, cioè secondo una concreta logica interna che va esplicitata, liberamente accolta e mobilitata.

Torneremo su questa tema più volte e con più profondità nel corso di questo nostro percorso che durerà alcuni mesi, per ora ci basti anticipare che da questa impostazione discende l’impossibilità per non dire l’inutilità di paragonare l’organismo dinamico a organismi biologici, a generiche metafore sociali (tipo apologia di Menenio Agrippa) o a forme organizzate di tipo olistico che in genere annullano la persona umana dentro ad un tutto impersonale mascherato da bene comune.

L’organismo dinamico è una categoria originale e originaria che codifica la realtà storica per quella che è, sintesi di libertà umana ben formata al servizio, economia industriale con tutte le sue strutture e impegno meta-politico e politico per realizzare il bene oggettivo conosciuto, amalgama in costruzione di legge naturale e storia. Con una sottolineatura alla libertà umana ben formata, perché è la condizione necessaria, benché non sufficiente, per la generazione e la costruzione della vita comunitaria fraterna dell’intera umanità. Senza la persona libera e ben formata al servizio non vi può essere pace.

L’aver intuito perciò che il mondo cammina se lo si fa camminare e l’aver soprattutto esplicitato come farlo camminare bene, sarebbe davvero una scoperta illuminante e straordinaria: è stato ed è ancora questo il sogno e il desiderio di molti filosofi, economisti, politici e studiosi in genere.

Diciamo “sarebbe” perché questa novità forse proprio per la sua luminosità o per il suo ardire ha rischiato e rischia di non essere colta, di essere fraintesa o peggio rifiutata come un’ambizione ritenuta fuori dalla portata della comprensione umana e anzi fonte di errori o di illusioni pericolose.

Pur nella coscienza che anche dal realismo dinamico, se mal compreso o sganciato dalla soprannatura più o meno volutamente, sarebbero potuti scaturire errori dannosi per l’umanità, don Paolo non si lasciò condizionare negativamente, convinto che la positività di questo nuovo strumento avrebbe potuto essere invece “un grande dono per il mondo intero”, espressione ripresa e rilanciata più volte anche dal nostro caro don Lorenzo Cretti, altro apostolo coerente e appassionato del realismo-integrale.

I testi che ci ha lasciato testimoniano infatti la sua tensione non solo alla comprensione sempre più viva del Vangelo ma anche la necessità di studiare a fondo il mondo in cui viviamo, di scoprirne i meccanismi, di mobilitarli per il bene della società profana, di costruire un trampolino per la diffusione della carità evangelica e per “far esplodere il Vangelo stesso nel mondo”, altra espressione ricordata tante volte sempre da don Lorenzo.

Non sono pochi infatti i libri in cui don Paolo si è misurato con la metafisica facendone un architrave del proprio impegno evangelico, convinto che quella dinamica inaugurata da don Tommaso Demaria potesse essere un valido strumento a servizio della teologia secondo l’antico motto “filosofia ancilla theologiae”. Nelle note in calce ricordiamo qualcuno dei suoi lavori “metafisici” principali. (1)

Sono passati tanti anni da allora, il testo che abbiamo citato all’inizio è del 1959, tuttavia la validità di questa ricerca è più che attuale, addirittura corroborata da tanti fatti che hanno confermato quanto fin da allora previsto. In più si sono aggiunti anche tanti altri contributi di studiosi in vari ambiti del sapere che sembrano andare nella direzione indicata proprio dai due salesiani, anche se, a dire il vero, pare sempre mancare ad essi quella completezza, quella coerenza di sintesi e quella spinta all’azione concreta che caratterizza proprio il realismo integrale, efficace e inedita visione d’insieme capace di unire natura e soprannatura, fede e ragione, tradizione e sviluppo.

La nostra sensazione resta quella di un dono ancora da aprire, da apprezzare e da utilizzare; ne hanno costituito ostacolo il clima culturale sempre più laicista, la secolarizzazione galoppante, una coerenza non sempre adeguata nei suoi eredi. Restano però sempre presenti e ingigantiti i problemi e le contraddizioni denunciati dal realismo-integrale come insiti alle due correnti prevalenti nella realtà storica: quella capitalista con il mito del benessere materiale e quella comunista da molti erroneamente data per spacciata anzitempo. E se i problemi sono ancora quelli di quel tempo, per di più appunto aumentati, allora è inevitabile che anche quella risposta fornita dal realismo-integrale e mai messa in pratica, risulti ancora attuale e valga la pena di riproporla.

Abbiamo scelto a ragion veduta quindi, proprio questo titolo e questo testo perché ci consente di ridisegnare nei prossimi incontri una traccia sintetica utile per riallacciare i nodi di una trama in parte interrotta, che forse tanti discepoli e seguaci di don Paolo avranno piacere di rivedere riproposta e riattualizzata. Per altri sarà invece, ci auguriamo, anche una sorprendente novità.

Luca Cipriani

1 Riportiamo qui il titolo di alcuni testi di don Paolo di carattere filosofico. il già citato testo che ci farà da guida nei prossimi interventi “Cristianesimo e Realtà sociale”, Demaria-Arnaboldi, ed. Villa Sorriso, 1959.  “I Consigli Pastorali Diocesani e Parrocchiali”, Arnaboldi-Demaria-Morini, ed. Fac-Villa Sorriso di Maria, 1970. “Organizzazione e Apostolato” don Paolo M. Arnaboldi, ed. Fac-Villa Sorriso di Maria, 1959

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