L’importanza della Parola – Pensiero Mensile Novembre 2023

«Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce.» (Gc 3,1-12)

Queste parole ispirate, sono ben gravi.

L’uomo sente il bisogno di esprimersi, comunicare, riversarsi negli altri. Questo lo fa con la parola.

Così, nella parola, si concentra tutto l’uomo: come è, pensa, desidera, vuole, …vaIe.

  1. Giacomo parla della «lingua», strumento principale della parola. È un membro piccolo, scioltissimo, guizzante. Dio, per metterla bene al riparo, le ha posto due barriere: i denti, le labbra. E …ancora prima: la ragione e la riflessione. Ma se l’uomo non è vigile, la lingua infrange ogni cosa, vincendola su tutto con guizzi improvvisi ed impetuosi, …disastrosi.

E dove la lingua non può giungere, arriva il gesto, lo sguardo, lo scritto… che sono tutti strumenti e gusci della parola.

Sì: gusci. Perché il gheriglio, l’anima della parola è il pensiero. Che sia così, basta ben poca riflessione per convincersene. Prova un po’ a guardare dentro di te.

Subito ti troverai in un mare di parole. Parole silenziose: «interne», vengono dette; «discorso interiore», vengono dette. Ma altro non sono che parole in gestazione; pensiero cioè che cerca i giusti vocaboli per maturarsi, ed erompere al tempo giusto all’esterno. Quando il pensiero si è ben articolato nella parola e nel discorso interiore, è come un bambino nel seno della madre giunto al suo nono mese: scoppia bell’e fatto all’esterno. Ed è l’immagine perfetta della… madre partoriente.

Se è così.

Quanto importante è la parola!

Ma la sua importanza più profonda sta nella sua anima: il pensiero.

E allora. Bisogna risalire al pensiero.

Ma questo ha una fonte: l’anima, l’«io». Tu, cioè; o, io che ti parlo. Proprio come dice S. Giacomo: la fontana dà l’acqua che contiene. La fontana dà ciò che ha. Meglio: ciò che è.

E allora:

  • Mi preoccupo io di chiarificare il mio cuore? È di là che partono le parole: chiare o buie proprio a seconda del cuore. Gesù, in Matteo 15,1-20, ha delle parole profondissime al riguardo.
  • Giacomo assicura che nessuna forza umana doma la lingua. Ma la Grazia divina sì che ci riesce! Bisogna passare di lì!
  • Una via per domare la lingua è un po’ di tecnica del silenzio. Il silenzio è l’ambiente giusto per la gestazione giusta della parola. Farci dunque molto conto. ln modo che ciò che nascerà, sia creatura gioiosa per noi e per il nostro prossimo.
  • Come sarebbe bello che io riflettessi a lungo sul grande dono della parola! Sulla sua enorme importanza. E mi esercitassi a parlare poco. A tempo. Appropriatamente. Bene. E, …anche, senza alzare troppo la voce.
  • Una parola dolce, buona, cordiale, al tempo giusto, è come un raggio di sole. Può medicare, rasserenare un cuore.

 

Don Paolo Arnaboldi
Tratto dal fascicolo “La Parola” – 1982

 

RIFLESSIONI proposte da Michele

Ricordo il caro don Lorenzo Cretti quando sottolineava la sfida dell’intendersi sul significato delle parole.

Credo che ciascuno di noi faccia spesso esperienza di questa verità.

Una via per intendersi è…parlarsi, possibilmente “vis à vis”. Non è solo una questione di rispetto.  O non solo. È anche uno dei modi per dare spazio al pensiero, ai desideri profondi sì da garantire spazi alla parola e al pensiero dell’altro.

Strumenti di riflessione/azione

Per la lettura personale: NON SPARLARE DEGLI ALTRI! La raccomandazione di papa Francesco, di Emiliano Antenucci – Effatà Editrice

Per un incontro vivo con Gesù vivo: Lc 4, 21-30

Musica. Ho bisogno di credere, Fabrizio Moro (Official video)

Il senso delle parole. È possibile, per esempio, ridefinire la relazione tra persone partendo dal riconoscere l’esperienza conflittuale e accettando di essere messi alla prova dei cambiamenti. https://rondine.org/che-tempo-che-fa-liliana-segre-la-speranza-e-rondine/

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