Buongiorno a tutti! Oggi la Chiesa celebra la solennità della Santissima Trinità e ci invita a contemplare il mistero di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. Un mistero che nessuna intelligenza umana potrà mai esaurire, ma nel quale possiamo entrare sempre più profondamente. Per questo ci mettiamo in ascolto di Gesù, il Figlio, che ci rivela il volto del Padre e ci dona lo Spirito Santo, affinché sia Lui ad aprire il nostro cuore alla comprensione del mistero che oggi celebriamo.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato è tratto dal dialogo tra Gesù e Nicodemo. Non è un dettaglio secondario. Nicodemo è un uomo credente, un uomo che conosce le Scritture, eppure sente che ciò che sa non gli basta. Per questo va da Gesù. Va di notte. La notte, nel Vangelo di Giovanni, non indica soltanto un momento della giornata; rappresenta anche la fatica del credere, la ricerca di chi non possiede ancora tutte le risposte e continua a interrogarsi. In fondo, Nicodemo assomiglia a ciascuno di noi. Anche noi rischiamo talvolta di pensare che la fede consista semplicemente nelle cose che abbiamo imparato da bambini. In realtà, la conoscenza di Dio non è mai conclusa. Se desideriamo davvero incontrarlo, dobbiamo continuare a metterci alla scuola del Vangelo, lasciandoci interrogare dalla Parola e guidare, passo dopo passo, dentro il mistero.
È proprio in questo contesto che Gesù pronuncia parole sorprendenti: «Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo rimane spiazzato. Non comprende. Come può un uomo nascere una seconda volta? Come può ricominciare da capo quando ormai è adulto, quando la sua vita è già segnata da abitudini, convinzioni, fragilità e limiti? La domanda di Nicodemo è anche la nostra. E la risposta di Gesù è chiara: «Se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel regno di Dio». A questo punto il Vangelo ci offre una chiave preziosa per comprendere il mistero della Trinità. Per conoscere veramente Dio non basta uno sforzo intellettuale. Non basta studiare o riflettere. È necessario lasciarsi trasformare. Se il Figlio ci rivela il Padre, è lo Spirito Santo che ci rende capaci di entrare nella relazione con il Padre e con il Figlio. Per questo Gesù parla di una nuova nascita. Certamente qui vi è un riferimento al Battesimo. Ma non soltanto. Gesù parla di un processo che deve accompagnare tutta la vita del credente. Rinascere dall’acqua e dallo Spirito significa permettere a Dio di rinnovarci continuamente. Significa uscire da noi stessi, abbandonare ciò che ci chiude e ci imprigiona, lasciare che lo Spirito plasmi il nostro modo di pensare, di giudicare e di vivere.
Ed è proprio a questo punto che comprendiamo meglio le parole centrali del Vangelo di oggi: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito». Il Padre non manda il Figlio per condannare il mondo, ma per salvarlo. Ma da che cosa ci salva? Spesso pensiamo subito alla morte fisica. E certamente la risurrezione di Cristo apre per noi la speranza della vita eterna. Tuttavia il Vangelo ci invita a guardare anche a un’altra forma di morte, quella che può insinuarsi già ora nella nostra esistenza. C’è una morte che si manifesta nella sfiducia, quando non crediamo più che il bene sia possibile. C’è una morte nello scoraggiamento, quando smettiamo di sperare. C’è una morte nell’isolamento, quando ci chiudiamo agli altri. C’è una morte nell’autosufficienza, quando pensiamo di poter fare a meno di Dio e dei fratelli. Ecco perché il Padre ha mandato il Figlio nel mondo. Per liberarci da queste forme di morte e donarci una vita nuova. Una vita animata dallo Spirito Santo, che è Spirito di comunione, di fiducia, di speranza e di amore. Alla luce di questo Vangelo, allora, la Trinità non appare come un mistero lontano o astratto. È il nome stesso dell’amore di Dio che ci raggiunge. Il Padre ci ama, il Figlio ci salva, lo Spirito ci rinnova e ci unisce.
Chiediamo oggi al Signore di farci entrare sempre più profondamente in questa comunione. Che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ci rendano una sola famiglia, un solo cuore e un’anima sola, perché il mondo, vedendo il nostro amore reciproco, possa credere. Buona domenica della Santissima Trinità a tutti!


