Buongiorno a tutti! La liturgia di questa diciottesima domenica del Tempo Ordinario ci ripropone uno degli episodi più noti della vita pubblica di Gesù: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. È un racconto che ritorna ben sei volte nei Vangeli: due in Matteo, due in Marco, una in Luca e una in Giovanni. Un fatto così frequentemente ricordato ci suggerisce quanto esso abbia colpito le prime comunità cristiane. Perché? Proviamo a scoprirlo insieme.
Matteo racconta che Gesù, dopo aver appreso della morte di Giovanni Battista, si ritira in disparte, in un luogo deserto. Possiamo facilmente immaginare il motivo di questa scelta. La tragica fine del Precursore non è soltanto un fatto doloroso: è un evento che interpella profondamente anche la missione di Gesù. Egli sente il bisogno di fermarsi, di pregare, di rileggere ciò che è accaduto alla luce della Parola e di comprendere quale messaggio il Padre stia affidando alla sua vita e alla storia del suo popolo. È un atteggiamento che riguarda anche noi. Se crediamo che Dio continui a guidare la storia della salvezza e che nulla accada senza poter diventare occasione di bene, allora abbiamo bisogno di imparare a sostare davanti agli avvenimenti della nostra vita. Non basta viverli: occorre ascoltarli, interpretarli, lasciarci illuminare dalla Parola perché essi rivelino il loro significato più profondo. Talvolta, però, questa sosta necessaria deve essere rimandata. Esiste infatti una precedenza che non può attendere: l’incontro con l’altro e con la sua sofferenza.
La folla raggiunge Gesù nel deserto cercando una risposta alle proprie necessità. E Gesù, ci dice l’evangelista, ne prova compassione. Interrompe il suo ritiro e si dedica interamente a quelle persone. Questa compassione non è semplice commozione né un sentimento passeggero. È l’amore stesso di Dio che prende forma nel cuore di Gesù e lo spinge a farsi carico della vita degli altri. È una carità che domanda ascolto, disponibilità, tempo, sacrificio e, in definitiva, il dono di sé. Viene spontaneo ricordare una celebre affermazione di san Vincenzo de’ Paoli. A chi era preoccupato di dover interrompere la preghiera per soccorrere un povero, egli rispondeva: «Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto … Non è lasciare Dio quando si lascia Dio per Dio». È una frase che esprime perfettamente il Vangelo di oggi: l’amore autentico sa riconoscere quando Dio ci attende nel volto concreto di chi ha bisogno di noi. Ed è proprio questa la chiave per comprendere anche il miracolo dei pani e dei pesci. Dopo aver ascoltato Gesù, la folla rimane con lui nel deserto. I discepoli, invece, iniziano a preoccuparsi. La soluzione sembra evidente: congedare tutti perché ciascuno provveda a se stesso. Ma Gesù sorprende ancora una volta con una richiesta che appare sproporzionata: «Voi stessi date loro da mangiare». I discepoli fanno immediatamente i conti con la povertà dei mezzi: quello che possiedono è troppo poco. Ma Gesù non chiede semplicemente di mettere a disposizione il pane che hanno. Chiede qualcosa di molto più grande: di mettere a disposizione se stessi. È questo il cuore del miracolo. Quando una persona entra nella logica del dono di sé, anche ciò che appare insufficiente diventa nelle mani di Dio una ricchezza capace di sfamare molti. La povertà dei mezzi non è più un ostacolo, perché viene colmata dalla sovrabbondanza dell’amore. Anche oggi il Signore continua a ripetere alla sua Chiesa: «Voi stessi date loro da mangiare». Non ci domanda anzitutto ciò che possediamo, ma ciò che siamo. Il mondo ritroverà vita nella misura in cui ci saranno uomini e donne disposti a fare della propria esistenza un’offerta d’amore, gratuita e incondizionata, per ogni fratello.
Signore, liberaci dallo scoraggiamento che nasce quando guardiamo soltanto alla povertà dei nostri mezzi. Insegnaci a fidarci della forza dell’amore che si dona. Fa’ che, davanti alle sfide e alle necessità degli uomini del nostro tempo, sappiamo rispondere con la tua stessa logica: quella dell’offerta generosa di noi stessi, certi che nelle tue mani anche il poco diventa abbondanza per tutti. Buona domenica di vero cuore a tutti.


